Il tuo browser non supporta Java oppure la console Java non è attiva

La viticoltura biologica

Fattori fondamentali nell’impianto e nella gestione di un vigneto biologico sono:

• La scelta del sito e la valorizzazione del terroir permettono condizioni climatiche (luminosità, ventilazione...) e pedologiche (porosità, drenaggio...) idonee alla qualità ed alla sanità delle uve.

• Le sistemazioni idraulico-agrarie rappresentano il primo ed indispensabile strumento per la salvaguardia del territorio.

• Le scelte genetiche riguardo a cultivar, clone e portainnesto vanno studiate per migliorare l’adattamento all’ambiente ecologico in relazione al sesto d’impianto adottato (che definisce la “quantità” di ambiente disponibile per ogni singola pianta e regola l’entità dell’interazione tra le piante).

• La concimazione organica garantisce la protezione e la lenta cessione degli elementi nutritivi.

• L’inerbimento aiuta nel controllo dell’equilibrio fisiologico delle piante migliorandone la nutrizione idrico-minerale, previene l’erosione ed aumenta la biodiversità dell’agrosistema.

• La lotta guidata e le soglie di danno indicano i momenti di reale necessità d’intervento fitoiatrico.

• La meccanizzazione esige e nello stesso tempo permette una maggiore omogeneità nel vigneto.

• La corretta gestione della chioma ha un’importanza strategica notevole per controllare il microclima a livello dei grappoli e della vegetazione, da cui dipendono le condizioni più o meno favorevoli all’aggressione da parte dei patogeni.

La gestione del suolo di un vigneto biologico è uno dei fattori chiave per assicurare la conservazione del terreno agrario e della sua fertilità e, contemporaneamente, il mantenimento delle viti in un equilibrio ottimale per la produzione di uve di qualità.
Le lavorazioni del terreno sono limitate principalmente ai primi anni dell’impianto, agli ambienti con clima particolarmente asciutto o ai terreni molto sciolti.
La tecnica più diffusa nel biologico è quella dell’inerbimento che viene adattato alle diverse condizioni pedoclimatiche, alle esigenze vegetative e produttive della vite e ad altri aspetti, come il contenimento dell’erosione superficiale e la protezione della fertilità del suolo. L’inerbimento potrà essere, quindi, naturale o artificiale; presente per tutto l’anno (permanente) o per un periodo limitato (temporaneo); può interessare l’intera superficie dell’impianto (inerbimento totale) o soltanto una parte (inerbimento parziale). In questo
La gestione del suolo ha una serie di effetti sull’ecosistema vigneto di fondamentale importanza nella coltivazione biologica. Aspetti da tenere presenti sono: la complessità biologica (macroflora e microflora); l’erosione, problema diffuso soprattutto nella viticoltura collinare; le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del suolo.
Per quanto riguarda le esigenze nutritive della vite, non esistono particolari difficoltà nella coltivazione biologica. La vite è, nel complesso, poco esigente in elementi nutritivi. Senza entrare nel merito delle specifiche problematiche, è opportuno sottolineare che il metodo biologico non interferisce in senso negativo sulle rese produttive del vigneto: al contrario, la ricostituzione di una migliore fertilità generale del suolo favorisce la vitalità microbiologica del terreno e la dotazione in microelementi.
Sono fondamentali la scelta del sistema di allevamento e del sesto di impianto che devono sempre essere scelti in funzione della zona e della sua piovosità.
È importante anche la potatura (specialmente quella verde) che deve favorire al massimo l’arieggiamento dei grappoli.
Nel vigneto biologico, tra i prodotti utilizzabili per la difesa ci sono anche i microrganismi antagonisti in grado di contrastare naturalmente l’attacco da parte di insetti nocivi.